giovedì 16 aprile 2015

La cattedrale di Raymond Craver ed i vetri che ne oscurano la lettura


Amici che leggete il mio blog, come vi avevo promesso, questo è il mio esperimento di "relazione" narrativa, esercizio utile per il seminario "Sogno e son scritto".


Sono un appassionato di narrativa breve da ormai molti mesi, ho  inoltre letto e scritto a mia volta per dei concorsi letterari.
Quest'opera rispecchia il resto del mio "bagaglio" di lettore, nei casi precedenti il titolo e la prefazione del volume, includeva infatti  solo un racconto e questo caso non è escluso.
Gli esperti mi daranno in futuro dei chiarimenti, però ho l'impressione che sia una questione di mero marketing letterario.
Spiegando meglio, su dieci circa racconti inclusi nel volume; solo il secondo e appunto l'ultimo da cui prende nome il volume; mi hanno fatto entrare dentro la fabula del racconto.
Il  secondo racconto che delinea in modo eccellente a mio vedere, gli aspetti psicologici della maternità. Credo inoltre di aver capito la volontà dell’autore di parlare della depressione, che causa relazioni interpersonali incrinate.
Sarebbe inoltre  curioso sapere se si tratti dell’ansia di una madre o proprio della protezione vissuta dall’autore.
Direi  infine che mi immedesimo, proprio per avvenimento determinanti da fattori psicologici.
Questo volume, come già i precedenti di raccolte narrative, mi ha offerto la sensazione di un "pacco all inclusive", ovvero quasi tutti i racconti sembrano opere minori dell'autore inseriti per accordo con la casa editrice, l'unica opera realmente degna di nota è a mio parere l'ultima, ma che il lettore ha la possibilità di conoscere sin dal principio.
La prefazione parla solo ed esclusivamente de "la cattedrale"
Questo mi fa dubitare dell'onestà intellettuale della casa editrice, ovvero di un volume di circa 200 pagine, con questa strategia narrativa sono rimasto "dentro" solo per due racconti.
Duole aggiungere che l'ultimo racconto, è stato affrontato dal sottoscritto, con delle aspettative psicologiche, in quanto oggetto sia del titolo che della prefazione introduttiva.
In  conclusione della lettura, avrei voluto poter apprezzare senza "raccomandazioni" un altro racconto e non solo il secondo, nel complesso una lettura veloce dovuto al fatto che come gusti, non sono stato catturato dalla maggior parte delle opere.




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