sabato 25 aprile 2015

Evviva! ... ma siamo liberi?

Sono le ultime ore del 70esimo anniversario del giorno della Liberazione.
MI sono posto una domanda al riguardo: possiamo definirci realmente liberi come società di uno stato? Amici lettori, la risposta è stata un drastico no!.
La nostra libertà penso che sia solo apparente, i governi che si susseguono, legiferano in un modo che aimè dovrebbe far dubitare riguardo la nostra Democrazia.
Studiare la situazione culturale e mediatica, penso sia indicativo per definire il nostro atteggiamento nei confronti del regalo che partigiani e soldati Usa ci hanno donato: la possibilità di esercritare la nostra democrazia.
In un lungo ventennio, siamo stati rappresentati da un certo Silvio Berlusconi. Le scelte elettorali in suo favore, sostengo siano state favorite dai diversivi iniettati nei cervelli italiani, attraverso i canali di sua proprietà.
Notizie evasive, utili a distogliere l'attenzione delle poche menti ragionanti, per dedicarla a notizie meno rilevanti ai fini del funzionamento civile della  società, o in casi estremi le menti venivano curate attraverso pillole di reality, numerose edizioni del Grande Fratello, hanno seguito il percorso politico del Cavaliere di Arcore.
L'obbiettivo nostro malgrado è stato raggiunto, al punto che gli anti-berlusconiani come me, si sono dovuti sorbire la sua rappresentanza all'estero, oltre a dover subire gli effetti negativi di una società pesantemente condizionata dai programmi trasmessi dalla sua Mediaset.
Dato che al peggio non vi è mai fine, al suo posto è salito un certo Matteo Renzi, suo figlio politico illeggittimo. L'atteggiamento mediatico non è mutato, anzi non ha cambiato verso, come ama dire il fiorentino; Canali tv e quotidiani nazionali, sono  infatti restii a pubblicazioni di contestazione politica e amministrativa.
La tv nazionale Rai, invece di investigarne gli aspetti più oscuri, pubblicizza e ci presenta quasi constantemente l'Expo, prossimo alla parziale innaugurazione dei suoi padiglioni. Tutto dovuto a probabili finanziamento di marketing.
La cultura si forma nelle scuole, anche Renzi come i suoi predenti a Palazzo Chigi ha ovviamente tagliato i fondi nella voce di bilancio relativa. Il nostro eroe fiorentino, ha avuto la geniale idea di premiare con detrazioni fiscali , i genitori degli alunni che frequenterano un istitituto privato.
Non dimentichiamo il fatto che la visita all'Expo di Milano è gita curriculare, insegniamo ai ragazzi come si lavora per gli eventi italiani!
Ho scritto di due atteggiamenti mediatici, il primo fatto di fancazzismo e diversivi, il secondo affetto da annuncite acuta.  Per Il nostro  Premier Matteo, ogni occasione è valida, per fare un tweet che ovviamente qualsiasi quotidiano prende di spunto per dar luce alla sua (per fortuna e per sfortuna in altri casi solo apparente attività esecutiva e legislativa).
Mi si chiederà se sono un polemico e basta, mi dispiace per l'eventuale  dubbioso, ma non è così, in quanto i tagli ed il maltrettamento nei confronti della cultura non sono un invenzione, non sono così apparenti come possono sembrare. Sono nascosti dai bei colori del marketing elettorale, che con un parallelo peggioramento cutlurale, hanno buon fine.
In conclusine penso che no!, oggi non si può festeggiare, in quanto in queste condizioni, il rischio che la nostra società diventi nuovamente di segno fascista, è in questo caso tutt'altro che apparente!

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