Buongiorno, pochi ma ottimi lettori,
in questi cinque giorni ho preso parte all'evento principe del mondo culturale nazionale, ovvero il Salone internazionale del Libro di Torino. Che dire? una parola credo che basti: MERAVIGLIOSO, un pò come il tema di questa edizione; mi sento una persona migliore, come se avessi oltrepassato la meta di questo viaggio di formazione, che la vita alla fine rappresenta per tutti noi.
Ironizzando, ma non troppo, avrei preso la residenza in quel del Bookstock; in quanto seriamente; se vi fosse stata una brandina, credo avrei dormito li.
Da ormai 3 anni vivo con il sogno di una rivoluzione culturale, cari amici lettori posso affermare che da ieri, la mia prima rivolta è stata scritta nelle pagine di storia. Sono un ragazzo che di posizioni ne prende molte nella vita, soprattutto nei confronti dei più deboli , la cultura della società attuale, penso che purtroppo sia un pò come uno di quei bambini timidi e insicuri, da dover prendere per mano e con senso d'amore e protezione accompagnare verso la sua crescita.
Considerando ciò . il tema ideato da Andrea Bajani per il Bookstock, appunto "prendere posizione nel mondo che ci circonda", credo fosse creato da un sarto, appositamente per essere indossato dal sottoscritto.
La taglia è perfetta, guardandomi allo specchio sulla mia pelle ha un effetto al dir poco stupendo. I ragazzi con cui ho lavorato in questi giorni, mi hanno offerto delle emozioni stupende, amarli come persone reputo sia il minimo sindacabile. Grazie a loro mi sono sentito una persona migliore, con cui poter creare qualcosa di speciale, con il contributo di un bagaglio ricco di passione e interesse per tutto o quasi ciò che lo circonda nella società.
Grazie ancora persone meravigliose, grazie Popi e Francesco che mi avete sopportato nonostante la mia presenza troppo presente in redazione Bookblog, grazie Marco, Eugenia, Federica e Martina per avermi fatto realizzare il sogno di intervistare con successo un giornalista e scrittore tedesco. Un grazie speciale va anche al resto dei ragazzi del gruppo di Andrea Bajani con cui dopo l'esperienza parziale di due anni fa, ho potuto riprendere il discorso e rendermi conto che alla fine siete ciò che come persona ho sempre cercato nell'amicizia.
Sappiate che sarò sempre in prima linea per difendere insieme a voi il valore della cultura giovanile, pronto a dare il mio generoso contributo per il resto dell'anno. Sarà che con la cultura non si mangia, come sostengono alcuni italiani di medio valore , ma di sicuro senza di essa non si sopravviverebbe , a maggior ragione in un periodo di crisi economica-sociale come quello in cui stiamo vivendo attualmente.
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